Spiritualità

Primo incontro con lo Spirito

Sono un giovane uomo di successo e sto camminando a testa bassa in una rumorosa piazza poco distante da corso del Rinascimento, con il desiderio di non essere riconosciuto, rapito come sono dalle mie inquietudini. Le dinamiche della mia attività di autore, attore e umorista sono ben diverse da quelle del ragazzo che guardava gli altri dalla finestra. Adesso sono gli altri che guardano me, e la mia esistenza, ricchissima di avvenimenti, si è fatta bizzarra.

Le mie stranezze di artista intransigente, le mie idee, sempre protese a cercare novità, a capire il presente e ad anticipare il futuro, nascondono, in realtà, una sofferenza profonda che non vedo, per quanto sia mascherata di felicità. Ancora non ho incontrato mia moglie Piera e la popolarità e levitra onset of action il numero incredibile di amici con i quali trascorro movimentate serate mi hanno allontanato dal dialogo con il mio Spirito, che ormai vedo come una passata avventura interiore, un’esperienza da abbandonare.

Ma ecco che improvvisamente lo Spirito ferma la mia corsa suicida manifestandosi in tutta la sua potenza. Il mio sguardo incrocia un uomo che chiede l’elemosina. Ha per gambe due tronconi e sta su una specie di carrello munito di rotelle. Ha forse cinquant’anni e pochi capelli rossicci in testa. Tiro dritto, probabilmente perché prevale in me la volontà di non farmi notare ma il mio Spirito mi fulmina con un’improvvisa lacerazione. Senza esitare torno sui miei passi e infilo una mano in tasca prendendo una somma che oggi corrisponde a cento euro. Mi avvicino all’uomo e faccio per dargliela ma mi rendo conto che è un non vedente. Temo che potrebbe non accorgersi del valore della banconota che gli sto per consegnare e mi chino su di lui sussurrandogli all’orecchio di fare attenzione.

L’uomo lì per lì non capisce e io gli metto in mano la somma, quantificandogliela a voce e accorgendomi che gli mancano tre dita. Prendendo i soldi e capendo finalmente quello che gli sto dicendo, l’uomo ha una reazione inconsulta, abnorme, viene colto da una crisi e comincia ad agitarsi smoderatamente, incontrollatamente. Ha una forte paura e respira con affanno come se qualcuno volesse fargli del male. Cerco di calmarlo e l’uomo convulso, febbrile, cerca di mettere dei soldi non so bene dove, poi farfuglia un “grazie” e chissà cos’altro. Non so più che fare e me ne vado.

La sera e il passo veloce inghiottono lo sconvolgimento che ha travolto anche me. Già dal primo moto di agitazione del mendicante, ho visto la scena che lo Spirito ha reso accessibile alla mia anima. Quell’uomo che dipende certamente da qualcuno che lo sposta a suo piacimento e al quale deve consegnare i soldi dell’elemosina in cambio della sopravvivenza. La cifra che gli ho dato, per lui senza dubbio rilevante, vuole evidentemente tenerla per sé, per una sua sicurezza ma, non avendolo mai fatto perché nessuno gli ha mai offerto una simile somma, non ha alcuna strategia per nasconderla e questo gli ha provocato l’improvviso spavento.

Il mio Spirito mi mette nei panni di quel mezzo uomo verso il quale provo un sentimento di pena mista a gratitudine. In un attimo la mia vita mi appare facilissima mentre la sua mi sembra impossibile. Vedo più da vicino i suoi problemi appesi al filo della continuità dell’esistenza, capisco cosa deve affrontare, minuto per minuto, un uomo non vedente senza gambe e con poche dita messo su un carrello ai bordi di una strada a chiedere l’elemosina, mi immedesimo nelle sue notti e nelle sue giornate e mi chiedo come facciano per lui a essere ancora vivibili.

In un attimo mi ricongiungo con il mio Spirito che mi dice che quell’uomo è un eroe e che ho imparato molte cose da lui. In un attimo so che, fra me e quell’uomo, il miserabile sono io e la mia vita cambia facendo un incredibile balzo in avanti e tornando a riempirsi di luce. In un attimo.

Pippo Franco
“La Morte Non Esiste”
Piemme incontri